Inverno 2026/27: contratto, alloggio, disoccupazione

L'essenziale in breve

Un posto stagionale d'inverno è un contratto a tempo determinato, di solito da dicembre ad aprile, in un albergo o in un ristorante di montagna. Finisce senza disdetta, e si può disdire prima solo se il contratto lo prevede per iscritto. Se alloggia e mangia in azienda, vitto e alloggio vengono dedotti dal salario. L'indennità di disoccupazione tra una stagione e l'altra c'è solo a condizioni severe, e chi lavora solo d'inverno non le soddisfa.

Quello che c'è scritto nel contratto non decide solo il salario, ma anche quando può andarsene, che cosa figura nel conteggio finale, se tra una stagione e l'altra riceve l'indennità giornaliera e di quale permesso ha bisogno. Le regole stanno nel contratto collettivo nazionale di lavoro dell'industria alberghiera e della ristorazione (CCNL), nella legge e nelle direttive della Segreteria di Stato dell'economia (SECO). Prima però vediamo dove sono i posti.

Dove sono i posti per la stagione invernale

Nei Grigioni, nel Vallese e nel Cantone di Berna. Lo si vede soprattutto da quando aprono gli alberghi. Secondo la statistica della ricettività turistica dell'Ufficio federale di statistica, nel novembre 2025 in Svizzera erano aperti 3’420 alberghi, a dicembre 3’920, cioè 500 in più. Solo nei Grigioni se ne sono aggiunti 204, nel Vallese 173 e nel Cantone di Berna 98, in tutto 475. Dove un albergo apre per l'inverno, servono persone proprio per quei mesi.

Mappa di calore degli alberghi aperti al mese, da ottobre 2025 a maggio 2026: i Grigioni passano da 384 a novembre a 588 a dicembre, il Vallese da 348 a 521. Zurigo resta intorno a 280, il Ticino d'inverno scende a 235.
Alberghi aperti al mese in sei Cantoni, da ottobre 2025 a maggio 2026. Fonte: UST, statistica della ricettività turistica HESTA, nostra elaborazione.

Il numero di ospiti, da solo, dice invece poco. Da novembre 2025 ad aprile 2026 la statistica ha contato negli alberghi dei Grigioni 3,03 milioni di pernottamenti, nel Cantone di Zurigo quasi altrettanti, 2,99 milioni. Solo che gli alberghi zurighesi sono aperti tutto l'anno, e il loro numero cambia di pochi esercizi. Dove non si chiude mai, non c'è nemmeno una fine della stagione. In Ticino è il contrario: nel febbraio 2026 gli alberghi aperti erano appena 235, nell'estate 2026 più di 380. Chi lavora lì fa la stagione d'estate.

Il grafico mostra anche quando cade il periodo morto tra una stagione e l'altra. Rispetto al massimo dell'anno, nel novembre 2025 nei Grigioni e nel Vallese era chiuso più di un albergo su tre, nel maggio 2026 circa uno su quattro nei Grigioni e uno su tre nel Vallese. È in queste settimane che il Suo contratto finisce, ed è per queste settimane che deve organizzarsi: dove abitare, di che cosa vivere, se iscriversi alla disoccupazione. Le risposte dipendono tutte dal contratto.

Il contratto stagionale: a termine e di solito non disdicibile

Un contratto stagionale cessa alla data convenuta, senza che nessuno debba dare la disdetta (art. 334 CO). Prima della scadenza non possono disdirlo né l'azienda né Lei, a meno che non lo abbiate convenuto per iscritto. Altrimenti, secondo il CCNL, il contratto non può essere disdetto fino alla scadenza (art. 6 cifra 3). Il contratto collettivo vale in tutta la Svizzera e, salvo poche eccezioni, per ogni azienda che a pagamento ospita persone o serve cibi e bevande, dall'albergo al bar fino alla capanna alpina (art. 1).

Testo dell'articolo 6 del CCNL: termini di disdetta di uno o due mesi, contratti a tempo determinato disdicibili solo con accordo scritto, fine della stagione senza data da comunicare almeno 14 giorni prima dell'ultimo giorno di lavoro.
Art. 6 CCNL: la cifra 3 rende non disdicibili i contratti a tempo determinato, la cifra 4 regola la fine della stagione. Fonte: l-gav.ch, consultato il 17 ottobre 2026.

La fine della stagione dovrebbe figurare nel contratto con una data. L'azienda però può anche limitare il contratto semplicemente «alla fine della stagione». In tal caso deve comunicarLe l'ultimo giorno di lavoro almeno 14 giorni prima (cifra 4). Secondo il commento all'articolo su l-gav.ch, quel giorno deve essere lo stesso per tutti i collaboratori, e poiché la chiusura di solito dipende dal meteo, anche i tribunali riconoscono questo tipo di limitazione. Per l'inizio vale qualcosa di simile: il primo giorno di lavoro figura nel contratto, se possibile con una data, oppure Le viene comunicato per iscritto almeno un mese prima (art. 4).

In un contratto a tempo determinato il periodo di prova esiste solo se è stato convenuto per iscritto (art. 5). Se torna la stagione dopo per lo stesso lavoro, un nuovo periodo di prova non è ammesso. E se di norma un datore di lavoro non può concatenare a piacimento più contratti a tempo determinato, per i contratti stagionali questo limite non vale. Ogni stagione è un contratto nuovo.

Il fatto che il contratto non si possa disdire protegge entrambe le parti, e a entrambe costa qualcosa. Se l'azienda La manda via prima della scadenza senza una causa grave, Le deve il salario fino alla fine convenuta, dedotto quanto guadagna nel frattempo altrove (art. 337c CO). Se invece è Lei a non iniziare l'impiego o a lasciarlo a metà stagione senza una causa grave, l'azienda può pretendere un quarto del salario mensile, più il risarcimento di un danno maggiore (art. 337d CO). Il CCNL permette espressamente di dedurre questa indennità dal salario (art. 13). Un impegno preso per l'inverno è quindi vincolante, anche se a ottobre arriva un'offerta migliore.

Prima di firmare, questi punti dovrebbero figurare per iscritto nel contratto:

  • primo giorno di lavoro e fine della stagione, con una data o come «fine stagione»
  • se e con quale preavviso potete disdire prima
  • se c'è un periodo di prova
  • vitto e alloggio, con gli importi dedotti dal salario
  • la durata settimanale del lavoro

L'ultimo punto, in stagione, ha una particolarità. Le aziende stagionali possono convenire in media 43,5 ore settimanali invece di 42. Sono considerate tali le aziende aperte solo in determinati periodi dell'anno e quelle aperte tutto l'anno con un'alta stagione marcata, che hanno ottenuto un'autorizzazione dall'Ufficio di controllo del CCNL (art. 15). Deve essere scritto nel contratto. Che cosa significhi per le ore supplementari e i giorni di riposo è un tema a sé. Per la stagione conta di più che cosa figura nel conteggio finale.

Salario, vacanze e tredicesima a fine stagione

Per la stagione valgono i salari minimi del CCNL, con un'eccezione a cavallo dell'anno, e la tredicesima La riceve pro rata. L'eccezione è spiegata nel commento all'art. 10: chi lavora con un contratto stagionale in un'azienda stagionale e inizia entro il 31 dicembre può essere assunto per tutta la stagione invernale ancora ai salari minimi dell'anno prima. I nuovi valgono allora solo dalla stagione estiva, e la stagione invernale può durare al massimo fino al 30 aprile. Se inizia senza apprendistato il 15 dicembre 2026, il Suo salario minimo può quindi restare tutto l'inverno a 3’713 franchi, invece di salire da gennaio ai 3’735 franchi previsti per il 2027. Per chi non ha un apprendistato e non ha mai lavorato almeno quattro mesi in un'azienda sottoposta al CCNL, il salario minimo può inoltre essere più basso fino all'8 per cento durante un periodo di introduzione di al massimo dodici mesi, se è stato convenuto per iscritto. Le stagioni consecutive nella stessa azienda si sommano.

Il CCNL Le riconosce ogni anno un salario mensile in più, e per un anno incompleto la quota corrispondente. La tredicesima va pagata al più tardi con il salario di dicembre o alla fine del rapporto di lavoro (art. 12). Se il contratto finisce già durante il periodo di prova, la quota decade.

Le vacanze maturano mese dopo mese: 2,92 giorni civili, che in un anno fanno cinque settimane (art. 17). Di principio le prende durante la stagione. Negli ultimi due mesi di un contratto a tempo determinato l'azienda può fissarle anche con poco preavviso, altrimenti deve annunciarle un mese prima. Quello che alla fine non ha preso viene pagato, un trentesimo del salario mensile per ogni giorno. Pagare le vacanze di continuo come supplemento percentuale sul salario è previsto solo per impieghi brevi e irregolari, non per una stagione con un tasso di occupazione fisso.

Come funziona in concreto lo mostra il commento all'articolo 17. Un collaboratore ha lavorato dal 20 dicembre al 15 marzo, 86 giorni, con un salario mensile di 4’000 franchi. Aveva preso sette giorni di vacanza, nessun giorno festivo e 19 giorni di riposo. Alla fine gli spettavano ancora 1,25 giorni di vacanza, 1,41 giorni festivi e 3,57 giorni di riposo, in tutto 1’072.10 franchi. Giorni festivi e di riposo si pagano con un ventiduesimo del salario mensile, i giorni di vacanza con un trentesimo. È più di un quarto di un salario mensile, e un importo così si perde facilmente se nessuno rifà i conti.

Per questo, durante la stagione, tenga personalmente il conto di giorni di riposo, giorni festivi e vacanze. Il conteggio mostra solo quello che l'azienda ha registrato. E in quel conteggio una delle voci più pesanti è di solito la camera.

Quanto possono costare vitto e alloggio

Quanto avete convenuto per iscritto e, senza un accordo, le tariffe minime dell'Amministrazione federale delle contribuzioni, solo per quello che riceve davvero (art. 29 CCNL). Queste tariffe stanno nell'ordinanza sull'AVS: 11.50 franchi al giorno per l'alloggio, 33 franchi per alloggio e pensione completa. Un mese con 30 giorni di vitto e alloggio arriva così a 990 franchi. Secondo l'art. 4 CCNL, un accordo su vitto e alloggio è valido solo se è scritto. Il CCNL consiglia di stipulare per questo un contratto a parte, accanto al contratto di lavoro.

Se divide la camera con altre persone, secondo il CCNL vanno applicate di regola tariffe più basse. In linea di principio si deducono solo i pasti che consuma davvero. Durante le vacanze o in caso di malattia si riducono anche le deduzioni forfettarie, salvo un diverso accordo scritto a cui Lei abbia dato il Suo consenso.

Una frase dell'articolo 29 La riguarda l'ultimo giorno della stagione: salvo diverso accordo, il «trattamento di pensione» termina con la fine del rapporto di lavoro. Con il contratto finisce quindi anche il Suo diritto alla camera del personale. Chi vuole restare in paese tra una stagione e l'altra, o iscriversi qui alla disoccupazione, ha bisogno allora di un indirizzo proprio. E le conseguenze vanno oltre l'affitto.

Disoccupazione tra una stagione e l'altra?

Solo se nei due anni prima dell'iscrizione ha lavorato almeno dodici mesi e non cerca esclusivamente posti stagionali. La prima condizione sta nella legge (art. 13 LADI). La cassa di disoccupazione conta ogni mese civile intero come mese di contribuzione; i mesi incompleti li converte in giorni, e 30 giorni fanno un mese (art. 11 OADI). Una stagione dal 20 dicembre al 15 aprile dà così quasi quattro mesi di contribuzione.

Due file di 24 mesi, da aprile 2025 a marzo 2027: le sole stagioni invernali danno 8 dei 12 mesi di contribuzione necessari, inverno ed estate insieme 16. Nota: cercare solo posti stagionali toglie l'idoneità al collocamento.
Mesi di contribuzione per un'iscrizione il 1° aprile 2027, con e senza stagione estiva. Nostro esempio di calcolo secondo l'art. 13 LADI e l'art. 11 OADI.

Chi lavora solo d'inverno, quindi, non arriva a dodici mesi. Con inverno ed estate, sulla carta, ci si arriva. A quel punto entra in gioco la seconda condizione. La direttiva della SECO alle casse di disoccupazione stabilisce: chi cerca soltanto impieghi stagionali e limita le sue ricerche a impieghi di durata determinata non è considerato idoneo al collocamento (Prassi LADI ID, numero marginale B260). La direttiva rinvia a una sentenza del 2007: gli assicurati che di proposito lavorano solo nella stagione estiva e in quella invernale e chiedono l'indennità soltanto per i brevi periodi intermedi non vi hanno diritto. Chi vuole l'indennità deve, secondo la stessa direttiva, cercare anche impieghi di durata indeterminata, se necessario fuori dalla propria professione.

Se soddisfa entrambe le condizioni, ci sono alcuni termini da rispettare. La cassa di disoccupazione vuole vedere ricerche di lavoro già prima della fine di un contratto a tempo determinato, almeno per gli ultimi tre mesi (numero marginale B314). Con una stagione fino a fine marzo, quindi, comincia a cercare a gennaio e conserva le candidature. All'ufficio regionale di collocamento (URC) deve annunciarsi al più tardi il primo giorno per cui chiede le prestazioni, online o di persona (opuscolo della SECO per i disoccupati, edizione 2026). Dopo un impiego stagionale, al periodo di attesa generale si aggiunge un giorno di attesa speciale (art. 6 OADI). Il periodo di attesa generale non si applica se il Suo guadagno assicurato non supera i 36’000 franchi l'anno. Senza figli a carico e con un guadagno più alto, i giorni di attesa sono almeno cinque.

L'indennità giornaliera ammonta al 70 o all'80 per cento del guadagno assicurato, a seconda del livello del salario e degli obblighi di mantenimento (art. 22 LADI). E la cassa paga solo finché Lei risiede davvero in Svizzera. Per molti stagionali venuti dall'estero è proprio questo il punto decisivo.

Cittadini UE: il permesso per la stagione invernale

Per un'intera stagione invernale serve un permesso L, fino a tre mesi basta una notifica. I cittadini dell'UE e dell'AELS hanno diritto al permesso L se hanno un contratto di lavoro tra tre mesi e un anno. Il permesso vale quanto il contratto e si può prorogare fino a una durata complessiva di meno di dodici mesi, spiega la Segreteria di Stato della migrazione. Una stagione da dicembre ad aprile rientra quindi nel permesso L.

Per impieghi più brevi c'è la procedura di notifica online. Un impiego di al massimo tre mesi per anno civile non richiede un permesso: il datore di lavoro La annuncia al più tardi il giorno prima dell'inizio del lavoro. Per i cittadini britannici non è più così: dal 2021 anche loro, per un impiego breve, hanno bisogno di un permesso di lavoro secondo il diritto degli stranieri. Per chi viene da Stati fuori dall'UE e dall'AELS l'ostacolo è più alto: secondo la SEM sono ammesse solo persone ben qualificate, e l'azienda deve dimostrare di non trovare nessuno in Svizzera e nell'UE. Per la maggior parte dei posti stagionali, a nostro avviso, questa strada è quindi chiusa.

Con il permesso L arrivano due obblighi. Deve assicurarsi contro le malattie in Svizzera. Se il Suo permesso vale più di tre mesi, l'obbligo decorre dal giorno in cui si annuncia al controllo abitanti del Comune, e ha tre mesi di tempo per affiliarsi a una cassa malati. Chi si affilia in ritardo senza un motivo valido rischia un supplemento di premio e paga di tasca propria le cure ricevute fino ad allora (Ufficio federale della sanità pubblica). Ci sono eccezioni, per esempio per chi risiede in Germania, Austria, Francia o Italia e vi rientra almeno una volta alla settimana. E poiché non ha un permesso di domicilio, il datore di lavoro trattiene le imposte direttamente dal salario, come imposta alla fonte (art. 83 LIFD).

A fine stagione torna la questione dei soldi per i mesi senza lavoro. L'assicurazione contro la disoccupazione svizzera richiede che Lei abbia qui la Sua dimora abituale e il centro delle Sue relazioni personali. Chi è straniero e non ha un permesso di domicilio deve inoltre avere un permesso valido che lo autorizzi a lavorare. Se il permesso scade, secondo la SECO questa condizione non è più soddisfatta, anche se la persona resta nel Paese (numeri marginali B136 e B137). Se il Suo permesso L finisce con il contratto stagionale e Lei torna a casa, di regola la Svizzera non paga nulla.

A quel punto conta quello che paga il Suo Paese d'origine, secondo le sue regole. Perché possa tenere conto dei Suoi mesi in Svizzera esiste il modulo PD U1. La richiesta di rilascio la mette a disposizione l'assicurazione contro la disoccupazione. Sul retro è indicato fino a quanto indietro ogni Paese ha bisogno dei dati: la Germania cinque anni, l'Italia due, il Portogallo tre. Presenti la richiesta prima di partire, finché gli attestati del datore di lavoro sono ancora facili da ottenere.

Prima di firmare per l'inverno

Un buon contratto stagionale lascia poco in sospeso. Al colloquio chieda la data o la regola per la fine della stagione, la camera e la relativa deduzione, e se l'azienda conta come azienda stagionale con 43,5 ore. Chieda anche come vengono ripartite le mance. Che cosa Le spetta l'abbiamo riassunto nell'articolo sulle mance in Svizzera.

I mesi tra una stagione e l'altra conviene pianificarli già quando firma. Chi poi spera nell'indennità conta prima i mesi di contribuzione degli ultimi due anni, e sa così se dopo l'inverno conviene di più una stagione estiva o un posto annuale.

I posti a tempo determinato per l'inverno si trovano soprattutto nei tre Cantoni in cui a dicembre aprono più alberghi.

Domande frequenti

Cosa succede se la neve non arriva e l'albergo chiude prima?
Se il contratto è limitato alla fine della stagione, l'azienda può far coincidere la fine con la chiusura effettiva, anche se dipende dal meteo. Deve però comunicare a tutti l'ultimo giorno di lavoro almeno 14 giorni prima. Se vuole lasciar andare prima solo alcune persone, servono un contratto disdicibile con un mese di preavviso oppure un accordo con Lei.
Posso continuare a lavorare dopo la fine della stagione?
Sì, ma allora il contratto cambia. Se continua a lavorare tacitamente dopo la scadenza convenuta, secondo l'articolo 334 CO il rapporto di lavoro diventa a tempo indeterminato. Da quel momento per porvi fine serve una disdetta. Se vuole aggiungere solo qualche settimana, conviene metterlo per iscritto.
Le stagioni fatte prima nello stesso albergo contano?
Per alcuni diritti sì. Se tra due stagioni presso lo stesso datore di lavoro passano al massimo due anni, il CCNL somma i periodi di lavoro, per esempio per il periodo di introduzione del salario minimo e per il congedo di formazione. Per il termine di disdetta invece non contano: resta di un mese, salvo diversa indicazione nel contratto.
Un cittadino italiano ha bisogno del permesso per un lavoro stagionale breve in Svizzera?
No, se l'impiego dura al massimo tre mesi per anno civile. In tal caso basta la procedura di notifica online, e il datore di lavoro La annuncia al più tardi il giorno prima dell'inizio del lavoro. Se il contratto dura di più, Le serve un permesso L.

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